Progetto a favore dei minori vittime di maltrattamento

Uno spazio “neutro” dotato di specchio unidirezionale e impianto di videoregistrazione è stato allestito nella sede del Centro Antiviolenza Donne al Traguardo (viale Merello 87 A – Cagliari) con le risorse di una sottoscrizione promossa dal Rotary Club Cagliari Est nell’intento di migliorare le prestazioni a favore dei minori vittime di maltrattamento, abuso e violenza assistita.

L’avvio del progetto alla fase operativa è stato presentato questa mattina dallo staff del Centro Antiviolenza e dai rappresentanti del Rotary Paolo Usai e Bruno Loviselli. Nella giornata internazionale contro la violenza il sodalizio cagliaritano propose ai suoi soci, col sostegno di numerosi sponsor, una festa che consentì di raccogliere le somme necessarie. Un ringraziamento a tutti i membri del Rotary è stato rivolto in apertura dalla presidente di Donne al Traguardo Silvana Migoni. “Siamo consapevoli –ha dichiarato- che solo lavorando in rete, con il concorso positivo di tanti, i servizi esistenti possano essere sempre più adeguati ai bisogni delle persone”.

“Siamo lieti –ha affermato Paolo Usai- di aver collaborato ad un progetto importante e ben strutturato che potrà essere utile ai bambini che vivono un momento di grave disagio legato a situazione di violenza”. Lieti specialmente di essere in grado di muovere la nostra piccola ruota e farne muovere altre”.

“Interveniamo – ha chiarito Bruno Loviselli- dove ci sono specifiche necessità che abbiano quale obbiettivo il rafforzamento del privato sociale e ricadute positive nelle persone in difficoltà”.

1300 donne prese in carico dal 2009 ad oggi, quasi tutte vittime di violenza domestica, 200 minori inseriti in percorsi di supporto per aiutarli a superare i disagi a cui hanno assistito: il problema di una maggiore cura nell’osservazione clinica dei minori, costituiva da tempo un obbiettivo del Centro Antiviolenza Donne al Traguardo. La coordinatrice del Centro, Claudia Tomasi – ha evidenziato come un’osservazione non invasiva dei rapporti che i minori intrattengono coi propri familiari, consenta un approccio molto più corretto ed efficace rispetto alle azioni di sostegno da mettere in campo. Tra l’altro –ha puntualizzato la psicologa del Centro Michela Tarica- con la stessa raccolta fondi è stato possibile acquisire manuali e test che agevolano l’individuazione dei fattori di rischio, spianando la strada al nostro lavoro”. La tutela del rapporto madre bambino – ha concluso l’assistente sociale Vanessa Asunis- è in cima alle nostre preoccupazioni, proprio perché le situazioni di violenza possono produrre nella vittima momenti di inadeguatezza che vanno superati con decisione.